Archivio per la categoria ‘Filosofia’

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La possibilità di morire

Maggio 4, 2008

Ieri, allo stadio di Treviso, una poliziotta ha deciso di spararsi per mettere fine alla propria vita.

Come sempre accade in casi simili sono subito arrivati soccorsi ed è stata portata in ospedale, ora in coma, dove stan facendo di tutto per salvarla.

Il desiderio della donna era di morire e invece lo stato obbliga a fare di tutto per tenerla in vita. Aldilà del fatto che anche se riuscisse a sopravvivere probabilmente si porterebbe dietro enormi problmi fisici, è mai possibile che uno non possa decidere cosa fare della prpria vita?

In fondo se uno vuole uccidersi non fa nulla di male e non va certo a calpestare la libertà degli altri… perchè invece bisogna limitare la sua libertà?

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Sulla Privacy

Gennaio 22, 2008


Ok, ultimamente mi passa la voglia di commentare i soliti fatti di attualità e quando cerco notizie interessanti da commentare faccio fatica a trovarne. Ogni notizia si ripete per 4-5 giorni su tutti i blog, con affermazioni simili e in molti casi citate da blog come quello di Beppe Grillo o di altri.
Oggi, che ho tempo, butto giù alcune considerazioni personali, di tema attuale ma che non sono il tormentone di questi giorni.   

Al giorno d’oggi, in una società come la nostra, ma probabilmente in tutti i tipi di società esistenti, ogni individuo sente il bisogno di una propria privacy. Ognuno di noi ne ha bisogno, chi più, chi meno.In poche parole sentiamo la necessità di aver garantita una vita privata che non dobbiamo condividere con gli altri, che rimane conosciuta solamente a noi stessi o alle persone con cui vogliamo condividerla (ma una parte di privacy personale ci sarà sempre). Riguardo questo argomento uno dei temi più attuali sono le intercettazioni, su cui molti politici si sono schierati contro, per puro interesse personale, che sia leggitimo o no. Quello a cui stavo pensando è che alcuni grandi filosofi o politici del passato, delle antiche civiltà in cui nasceva la filosofia, così per come ci vengono raccontati, erano personaggi virtuosi che fondavano il loro comportamento su idee elaborate con l’uso della ragione e lottavano per difendere queste opinioni, impegnandosi nel rimanere coerenti con esse. Un certo Aristotele o un certo Socrate, per come la loro immagine sia mitizzata in me, credo sarebbe andato fiero nel rendere pubblico il suo comportamento, nel far sapere agli altri quali sono le azioni che compie ogni giorno. I politici italiani, non rappresentano il modello di personaggio virtuoso che i cittadini vogliono imitare, bensì personaggi da cui i cittadini vogliono ricevere le migliori garanzie sul proprio futuro, per la maggior parte delle volte senza considerare se essi siano dei truffatori, dei criminali o persone corrette e coerenti.Il comportamento utopico di un politico attuale sarebbe non solo quello di accettare le intercettazioni ma di andare fiero del proprio comportamento (sia sul punto di vista politico che personale) a tal punto da volerlo rendere pubblico a tutti i cittadini che dovrebbero essere serviti da lui. Considerati i problemi derivanti dalla nostra società ammettiamo che sia giusto che chiunque possa e voglia avere privacy per quanto riguarda la propria vita privata, per tutte le faccende che riguardano lo stato dovrebbe essere legittimo che i cittadini siano a conoscenza di tutte le azioni che un politico compie a riguardo. 

Vi lascio ad altre considerazioni, su cui mi piacerebbe sentire il parere della gente a riguardo… In una società, utopica, formata da uomini virtuosi, dove tutti i preconcetti non fondati sulla ragione fossero cancellati, sentiremmo ancora il bisogno di privacy?

Scrivo giusto alcuni esempi…Useremmo le tende per non farci vedere mentre giriamo nudi per casa?! (ES. Privacy in casa) In fondo nella società naturale nessuno prova vergogna nel farsi vedere nudo… nessuno, credo, dovrebbe avere vergogna nel farlo…

Diremmo certe cose con la paura di farci sentire dagli altri?! (ES. Intercettazioni) In fondo nessuno dovrebbe aver paura di manifestarsi per com’è fatto…

Terremmo segrete alcune nostre azioni per evitare certe reazioni degli altri?!  

Mi fermo qua perché se no passerei a ben altri temi…

(PS scusate per la formattazione che è uscita incasinata…)

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Se sai di avere torto allora offendi

Gennaio 9, 2008

“Quando ci si accorge che l’avversario è superiore e si finirà per avere torto, si diventi offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall’oggetto della contesa (dato che lì si ha partita persa) al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona.” (Arthur Schopenhauer)

“La passione è uno strumento di difesa della ragione. Perché non basta avere ragione: bisogna anche, appassionatamente difenderla” (Vittorio Sgarbi)

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(sfondo del suo Myspace)

 Ecco come la difende, lui, e con tutta la sua passione, la SUA ragione

Che abbia adottato gli insegnamenti di Schopenhauer?!

Se volete comunicargli qualcosa, ci sono il suo sito e il suo blog

Se volete vedere le sue sceneggiate c’è Youtube

Da Wikipedia:

Nel 1996, con sentenza definitiva della Pretura di Venezia, è stato condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali, con la qualifica di funzionario ai Beni artistici e culturali del Veneto.

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I Simpson e la filosofia

Gennaio 4, 2008

Per cambiare un po’ argomento e differenziare un po’ i temi trattati propongo questo pezzo di brano tratto dal libro “I Simpson e la filosofia” che mi è stato regalato:

Aristotele ci ha fornito una categorizzazione logica di quattro tipi di carattere. Grosso modo, e lasciando da parte i due tipi estremi di carattere, il superuomo e la bestia, abbiamo il virtuoso, il continente, l’incontinente e il vizioso.Per capire meglio ognuno di questi tipi, compariamoli tra loro per come si manifestano sotto forma di azioni, decisioni e desideri. Inoltre, prendiamo come esempio una specifica situazione e vediamo come ogni carattere reagisce nel contesto.Supponiamo che qualcuno, chiamiamola Lisa, stia camminando per strada e trovi un portafoglio che contiene parecchi soldi. Ora, se Lisa fosse virtuosa, non solo deciderebbe di consegnare il portafoglio alle autorità competenti, ma lo farebbe volentieri. I desideri di Lisa andrebbero di pari passo con la sua giusta decisione e la sua giusta azione. Passiamo adesso a Lenny, che è continente, se fosse Lenny a trovare il portafoglio, sarebbe capace di decidere nel modo giusto – cioè di restituire il portafoglio intatto – e sarebbe capace di dare seguito con l’azione alla sua decisione, ma lo farebbe andando contro i suoi desideri. E’ questa la caratteristica del continente: per fare la cosa giusta deve lottare contro  i suoi desideri.Le cose peggiorano con l’incontinente e il vizioso. L’incontinente è capace di formulare la decisione corretta su cosa fare, ma la sua volontà è debole. Nel caso del portafoglio, e supponendo che il nostro incontinente sia Bart, soccomberebbe al proprio desiderio di tenersi il portafoglio e quindi non agirebbe in modo adeguato anche se sa che tenersi il portafoglio è sbagliato. Per quanto riguarda il vizioso, non abbiamo invece né lotta contro i proprio desideri né debolezza di volontà. Questo perché la decisione del vizioso è moralmente sbagliata e i suoi desideri l’assecondano pienamente. Se Nelson fosse vizioso, deciderebbe di tenersi il denaro (gettando via il portafoglio o resituendolo mentendo sul suo contenuto), seguirebbe pienamente il suo desiderio di farlo e lo farebbe sul serio. [...]