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Santi, reliquie, e il grande business

maggio 10, 2008

Il gran numero si visitatori alla salma di Padre Pio diventa sempre più un giro d’affari: la stima è che dopo un anno dalla sua esposizione pubblica avrà fruttato 100/120 milioni di euro.
Il corpo di un ‘santo’ diventa un monumento, un’attrazione turistica.

La gente è curiosa di vedere da vicino i corpi di coloro che credono compiessero azioni miracolose, gli unici a poter muoversi aldifuori delle leggi fisiche del mondo.
Tanti credono che la visita gli porterà beneficio…
Ed è per questo, per tutto quest’interesse, che vi sono santuari dove vengono conservati corpi dei ‘santi’ morti o pezzi del loro corpo, ad esempio un dente o una mano o il teschio. La gente vuole vederli, la gente si sente più sicura se li vede, in tanti li considerano non solo una prova dell’esistenza di quel santo ma anche una prova della sua essenza superiore.

E ci sono anche scienziati fantocci che tentano di rendere l’atmosfera più mistica con commenti del tipo: “è incredibile, il corpo è conservato in maniera perfetta” (grazie al cazzo, l’avevate mummificato!!!).

Ma non solo… anche le reliquie (si fa per dire) sono diventate oggetto d’affare:
c’è chi ha comprato la piuma dello Spirito Santo per 2.000 dollari e chi 3 presunti chiodi della croce di Cristo per 10.000 euro. E’ possibile trovare su Ebay aste per un frammento del velo della Madonna e una boccetta del suo latte

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